Scarica gratis l'eBook estratto dal libro Fuori Peso Per Caso del Dr. Libby Weaver

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"Fuori Peso Per Caso"
di "Libby Weaver"

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Fuori Peso Per Caso è un libro capace di scardinare il falso mito che i problemi di peso riguardino soltanto la mancanza di un’alimentazione corretta,
insegnandoci a modificare le nostre abitudini alimentari e ritrovare la nostra energia
attraverso una guarigione fisica e psicologica a tutto tondo.

Seguire un’alimentazione equilibrata non è un percorso uguale per tutti.
Non esiste la formula perfetta e universale, perché ciascuno di noi è il risultato di esperienze, stress, gioie e dolori quotidiani.
Scopri quali sono i fattori che influiscono sulla tua alimentazione e sul tuo benessere, trovando gli strumenti giusti per individuare la soluzione più idonea per il tuo caso specifico.

Con questo eBook potrai:

  1. Avere la tua personalissima ricetta per risolvere problemi che vanno al di là del tuo dimagrimento e influiscono sulla tua salute
  2. Non eessere più schiavo del cibo e ritroverai naturalmente il tuo peso ottimale, scoprendo un’energia e un benessere che non pensavi possibili
  3. Non valutarti e non ti giudicarti più in base al numero magico che appare sulla bilancia, anzi saprai che non hai bisogno di una bilancia per trovare conferma della tua bellezza più autentica e per nutrire la tua autostima
  4. Comprendere in che maniera i problemi legati alla tiroide, all’intestino o al fegato possano riverberarsi sulla educazione alimentare, impedendoti di seguire con costanza una corretta alimentazione
  5. Avere la possibilità di lavorare sul tuo stato di salute attraverso un approccio olistico, l’unico che consente di ottenere una guarigione reale e totale, sia mentale che psicofisica

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Fuori Peso Per Caso spiega ciò che deve avvenire affinché un essere umano sia in grado di accedere al grasso corporeo e bruciarlo: tratta cioè del dimagrimento come sintomo di benessere reale e di tutti i fattori che devono concatenarsi nel corpo per renderlo possibile. L’intento massimo del libro è in ogni caso liberare le persone dalla lotta con il proprio corpo, una lotta che può interferire con la condivisione dei loro doni con il mondo e con una salute mentale e fisica. Suona altruistico? Lascia che ti spieghi.

A livello conscio o subconscio, molti individui vivono il proprio corpo, o il proprio aspetto, con un senso di frustrazione, senza riuscire a farsi distrarre da pensieri positivi e vedendo calare drasticamente la propria autostima. Questo stato d’animo può invadere il loro spazio mentale e influire sull’umore, oltre che sul livello di salute. A sua volta l’umore può intaccare l’autostima e il modo di relazionarsi con le altre persone. Magari un giorno si sentono bene, a volte sono persino entusiasti e positivi, ma il giorno dopo, o in un altro momento di quella stessa giornata, si sentono di nuovo uno schifo, spesso senza alcuna ragione. Si sentono pesanti o gonfi, indolenti, affaticati, sovraccarichi di grasso, addirittura rivoltanti. Secondo te, un individuo che si sente così, potrà portare nel mondo circostante un senso di gioia, di pace interiore e di benessere? Tratterà gli altri – tra cui se stesso e le persone che ama di più al mondo – con gentilezza o con impazienza? Di solito prevale la seconda ipotesi e, siccome le persone su cui sfoga le sue frustrazioni di solito non meritano un comportamento del genere, né comprendono le ragioni che lo determinano, lo interpretano come l’espressione dei suoi sentimenti nei loro confronti, desumendo per esempio “non mi vuole bene”. Il fatto di ricevere questi messaggi involontari, e di essere il bersaglio dell’impazienza o della tristezza di quell’individuo, può a sua volta influenzare il loro modo di interagire con gli altri e la loro percezione di sé. Come vedi, è un circolo vizioso che può perpetuarsi all’infinito e generare un malessere generalizzato nelle persone, impedendo al benessere, alla gioia e ai pensieri positivi di confluire nella società.

Ma c’è dell’altro. Secondo te, quando ci sentiamo così, tendiamo a compiere scelte alimentari ottimali o sbagliate? Anche in questo caso prevale la seconda ipotesi, che ovviamente non fa altro che aggravare il pessimo rapporto che abbiamo con noi stessi e con la nostra salute. Ma di solito non teniamo conto delle conseguenze quando scegliamo di non seguire un’alimentazione corretta, perciò finiamo per essere sempre più scontenti di noi stessi e del nostro aspetto, e forse abbiamo la sensazione che non potremo mai migliorare la nostra vita.

In base a quanto ho potuto osservare, le difficoltà e la mancanza di autostima riguardo al proprio corpo incidono enormemente sulla vita di una persona, anche a causa della profonda tristezza che ne può derivare, specialmente se ha fatto molti sforzi per seguire una corretta alimentazione e ha svolto regolarmente attività fisica senza alcun risultato. La sensazione di non fare progressi può portare a una dolorosa introspezione, la quale assorbe così tanto tempo e così tanta concentrazione che, a livello conscio o subconscio, l’individuo non riesce a comprendere che il corpo, oltre a molte altre cose, è uno strumento di apprendimento. E ciò che apprende può essere d’aiuto per se stesso e per il mondo che lo circonda. La radice del problema non è quasi mai la salute del corpo, né il cibo. Il corpo e il cibo sono solo veicoli che fanno del loro meglio per lanciare un segnale. È necessario considerare il quadro generale. Quando avrai compreso a fondo e integrato le diverse intuizioni riguardo a ogni aspetto del quadro generale, il tuo rapporto con il corpo, con l’alimentazione, con la salute e con le persone che ti circondano non sarà più lo stesso.

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Estratto dall'eBook:

L’apparato digerente

La digestione è il processo grazie al quale il cibo viene scomposto in modo che possiamo assimilarlo e utilizzarlo come fonte di energia e nutrimento per il sostentamento della nostra vita. Quando vengono digeriti, gli alimenti sono scissi in componenti più piccoli, per esempio le proteine vengono scomposte in aminoacidi e grazie all’assimilazione di queste sostanze più piccole il corpo riceve il nutrimento e l’energia di cui ha bisogno. Come dicevo, è un processo che non smette mai di meravigliarmi.

L’apparato digerente è costituito dal tratto digerente, un lungo tubo (immagina una pompa da giardino), e diversi organi ancillari, tra cui il fegato, la cistifellea e il pancreas. Il lungo tubo comincia nella bocca, dalla quale il cibo entra nell’esofago, passa attraverso una valvola e scende nello stomaco. Dopo aver oltrepassato una valvola che si trova in fondo allo stomaco, gli alimenti passano poi nell’intestino tenue, lo percorrono per intero, superano la valvola ileocecale e scendono nell’intestino crasso; infine i prodotti di scarto vengono espulsi all’estremità opposta. Quando questo processo funziona nel migliore dei modi, la tua salute è alle stelle e hai un aspetto fantastico, influendo anche sul tuo benessere mentale e sul tuo livello di autostima. Quando invece è inceppato per un qualche motivo accade il contrario, e correggerlo può cambiarti la vita.

Mastica bene il cibo

Gli alimenti entrano nella bocca e attraverso l’esofago scendono nello stomaco. Ma cosa gli succede prima di arrivare qui? Il cibo viene masticato o, in alcuni casi, ingurgitato! I denti si trovano soltanto in bocca, perciò il cibo non può essere masticato dopo che è stato ingoiato, eppure molti mangiano come se l’esofago fosse rivestito di denti.

Spesso consumiamo i pasti così in fretta, o siamo così eccitati dal sapore, che mastichiamo ogni boccone quattro volte a dir tanto. Mastichiamo una, due, tre, quattro volte e poi mmm, un’altra forchettata, mastichiamo una, due volte e poi “Oh, caspita, ho la bocca troppo piena, è meglio che mandi giù...”. Ingoiamo quindi gli alimenti parzialmente o per nulla masticati, e lo facciamo giorno dopo giorno, anno dopo anno. E in qualche modo ci aspettiamo che il nostro stomaco riesca a cavarsela lo stesso. Ovviamente la salute e il benessere del nostro corpo ne risentono non poco.

Lo stomaco arriva a un punto in cui non accetta più le nostre regole del gioco, e se ne va a casa portando via il pallone. Rallenta! Mastica bene il cibo! Se tendi a mandare giù senza masticare, prova a fare così: metti il cibo in bocca, mastica molto bene e ingoia prima di prendere un’altra forchettata. Sembra semplice, ma provaci. Chi tende a ingurgitare il cibo ha bisogno di una notevole concentrazione per cambiare abitudini riguardanti l’educazione alimentare. Se ti è d’aiuto, appoggia le posate sul bordo del piatto tra un boccone e l’altro.

Se mangi in compagnia, intavola una conversazione durante il pasto. Oppure elabora una tecnica tutta tua per rallentare. Presta attenzione a cosa mangi e a come mangi. Solo così potrai ottenere la guarigione o, perlomeno, un notevole miglioramento del tuo stato di salute.

Attento alle porzioni

Torniamo allo stomaco, perché è il primo posto in cui il cibo approda dopo che l’hai ingoiato. Forma un pugno con la mano e guardalo. Proprio così, serra il pugno e osservarne la dimensione. Questa è la grandezza del tuo stomaco quando non contiene alimenti. È piccolo, no? Pensa a cosa accade quando riempi a più non posso il piatto della cena e ingurgiti quella montagna di alimenti. Lo stomaco deve dilatarsi per fare spazio a tutto ciò che mangi. Tra l’altro, il cibo deve rimanere lì per almeno trenta minuti affinché i succhi gastrici e le altre secrezioni digestive lo scompongano nella maniera appropriata, per poi trasformarsi in energia.

Quando lo stomaco si abitua a dilatarsi, si aspetta di doverlo fare ogni giorno e questa dilatazione è uno dei motivi per cui, se decidi di mangiare un po’ meno o di metterti a “dieta”, tendi ad avere fame dopo i pasti per almeno quattro giorni: le terminazioni nervose che circondano lo stomaco, infatti, impiegano quattro giorni per “restringersi” e abituarsi a porzioni più piccole. Quando raggiungono una certa estensione, i nervi si attivano e inviano un messaggio al cervello per comunicargli che hai mangiato abbastanza e hai raggiunto un certo grado di benessere.

Questo è uno dei molti meccanismi con cui il corpo può avvisarci di smettere di mangiare perché abbiamo incamerato alimenti a sufficienza. Il problema è che, in alcuni casi, lo stomaco è talmente abituato a dilatarsi che quando i nervi si attivano abbiamo già mangiato troppo e ci stiamo rimproverando: questo è il processo con cui riceviamo la sensazione di sazietà quando mangiamo i carboidrati. Nel caso dei grassi e delle proteine, invece, già durante la masticazione vengono inviati dei messaggi dalla bocca al centro di sazietà del cervello per comunicargli che stiamo mangiando. Di solito questi messaggi raggiungono il cervello cinque minuti dopo aver cominciato a masticare, mentre il processo di dilatazione dello stomaco ne impiega più di venti! Di conseguenza, invece di consumare alimenti ricchi di carboidrati, è importante per la nostra salute includere grassi e proteine a ogni pasto, perché ti aiutano a mangiare meno e a saziarti con minori quantità di alimenti senza perdere energia.

Per avere un’indicazione di massima di quanto dovremmo mangiare a ogni pasto, direi che è grosso modo la quantità corrispondente a due pugni. Ciò vale per i cibi concentrati (a basso contenuto di acqua), come proteine e carboidrati. A questi puoi e devi aggiungere tutte le verdure che vuoi (insalata o ortaggi non amidacei). Anche se hanno un alto contenuto di sostanze nutritive, le verdure sono composte principalmente di acqua, ricordatelo.

Per alcuni individui (non tutti), la chiave per il controllo del peso corporeo e dell’alimentazione sta semplicemente nel mangiare minori quantità di alimenti e nel ridurre le porzioni. Se sei uno di questi, imponiti di mangiare meno, riduci le porzioni di un quarto, specialmente alla sera, e valuta come ti senti. Ovviamente molte persone sanno che dovrebbero ridurre le porzioni ed evitare gli spuntini dopo cena ma, anche se ci provano con tutte le loro forze, non riescono a mangiare meno o a smettere una volta cominciato. È il motivo per cui è necessario esplorare i “perché” che si celano dietro ai nostri comportamenti alimentari: il capitolo dedicato alle emozioni, la nona tessera del puzzle, analizza proprio questi aspetti.

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"Fuori Peso Per Caso"
di "Libby Weaver"

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Dr. Libby Weaver

Libby Weaver, l’autrice di Fuori Peso Per Caso, è biochimica nutrizionista e terapeuta olistica, è autrice di otto best seller e tiene conferenze in tutto il mondo. Le competenze che condivide con i suoi lettori derivano da quattordici anni di ricerche all’università e da vent’anni di esperienza professionale. La sua missione è offrire conoscenze e ispirazione per migliorare la salute e la felicità delle persone, innescando un effetto a catena che trasformi il mondo anche attraverso un’educazione alimentare e un percorso di consapevolezza psicologica

Il suo approccio alla salute infatti si fonda su tre pilastri: la biochimica, l’alimentazione e i fattori emotivi dietro i quali possono nascondersi le ragioni che portano il corpo a reagire in un particolare modo e ad allontanarsi da un ottimale stato di salute. Se ti chiedi “Perché faccio quel che faccio quando so quel che so?”, Libby Weaver ti aiuta a trovare la risposta. A suo parere il corpo è uno straordinario barometro, e quegli aspetti che ci rendono frustrati o ci rattristano sono semplici messaggi che il corpo invia per chiederci di mangiare, bere, muoverci, pensare, respirare, credere o percepire in maniera nuova. Libby ti aiuta a decifrare quei messaggi e ad accoglierli come doni, per avviare un percorso di reale guarigione fisica e mentale.

Grazie a una profonda conoscenza, una solida formazione scientifica e una naturale capacità di esporre anche i concetti più complessi in modo chiaro e accessibile, Libby ci aiuta a tornare in contatto con la nostra magnificenza e a raggiungere una pace interiore correlata ad un perfetto stato di salute.


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